Denominazione di qualità, dal DOCG all’IGT

Denominazione di qualità, dal DOCG all’IGT

DENOMINAZIONE DI QUALITÀ

‘Per conoscere l’annata e la qualità di un vino non è necessario berne l’intera botte’ – Oscar Wilde

Quando si parla di vino i criteri d’acquisto di un profano sono svariati.

Ma chi conosce le sigle relative alla denominazione di qualità? In questo articolo ci limiteremo alle classificazioni italiane o equivalenti in altri paesi, dato che ogni paese ha delle differenze territoriali, vinicole e legali. Ecco di seguito il bigino per riconoscerle.

  • DOCG (solo italiano): Denominazione di Origine Controllata e Garantita, é la massima garanzia di qualità in Italia, significa che il vino prodotto dipende essenzialmente dai vigneti tipici della zona come le condizioni naturali dell’ambiente (microclima) di una zona specifica e circoscritta. Devono essere vini riconosciuti da almeno 10 anni nella sezione DOC e che siano ritenuti di notevole pregio per le loro qualità organolettiche, territoriali, nonché culturali e storiche.
  • DOC – AOC – D.O. – WO: essenzialmente queste sigle determinano un vino Denominazione di Origine Controllata, un’etichettatura determinata dal territorio, uve o vitigni autorizzati e quantità massime di produzione. Un prodotto rinomato e di qualità che sta ad uno specifico disciplinare ministeriale e nazionale. In Francia si parla di AOC, nonché Appellation d’Origine Controllée. E via dicendo per le altre sigle.
  • IGT -VdP – VdlT: Identificazione Geografica Tipica, la produzione è legata a limitazioni sul raccolto e sui controlli di produzione che caratterizzano una garanzia locale autonoma del prodotto finale. Vini prodotti in determinate condizioni in regioni o aree geografiche autorizzate per legge. I requisiti sono meno stretti di quelli del DOC, ma ad ogni modo le uve devono essere almeno dell’85% esclusivamente dalla zona geografica per rientrare in questa categoria. / Di riflesso ci sono delle eccezioni come Vin de Pays, il quale può essere visto come il sostitutivo ‘IGT’ della zona della Valle d’Aosta, e Landwein per la provincia autonoma di Bolzano.
  • Superiore:  Solitamente  è per differenziare un vino della stessa zona o produzione che indica da 1/2 a 1 grado alcolico maggiore rispetto al disciplinare. Dicitura complementare e facoltativa di un’altra sigla come DOCG, DOC, ecc.
  • Riserva – e simili: stanno a denotare un prodotto che ha subito un invecchiamento prolungato. Dicitura complementare e facoltativa di un’altra sigla come DOCG, DOC, ecc.
  • Classico: il vino è stato ricavato da uve che provengono da vitigni più antichi di quel terreno secondo la denominazione competente. Dicitura complementare e facoltativa di un’altra sigla come DOCG, DOC, ecc.